Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Rivelati segreti dell'Alzheimer mutando tessuto del cordone ombelicale in neuroni

PSEN1 cholinergic Neuroni di tipo PSEN1 E280A colinergici generati dal laboratorio di Marlene Jimenez e Carlos Velez.

Un team di scienziati colombiani formato da moglie e marito hanno osservato molecole precursori del morbo di Alzheimer (MA) nelle cellule prelevate da neonati, un vantaggio per la ricerca sulle prime fasi di una malattia che inizia a mostrare i sintomi solo dopo i quarant'anni.


Questa scoperta del laboratorio di Marlene Jimenez e Carlos Velez dell'Università di Antioquia a Medellin (Colombia), è avvenuta attraverso una tecnica sviluppata dalla coppia per trasformare in pochi giorni le cellule staminali del tessuto del cordone ombelicale in neuroni colinergici, un tipo di cellule del cervello.


I cordoni sono stati donati da madri provenienti da famiglie con una mutazione genetica che causa il MA ad esordio precoce, di solito prima dei 50 anni.


Nel loro nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica PLoS ONE, i Velez-Jimenez riferiscono che tra i neonati che hanno ereditato la mutazione, una proteina chiave di MA è già attiva nelle cellule cerebrali coltivate dai loro cordoni, e inizia già a provocare danni.


La scoperta è l'incastro perfetto di decenni di esperienza nella biologia cellulare che hanno Jimenez e Velez con il loro accesso al tessuto di neo mamme che fanno parte della famosa coorte di famiglie con MA genetico ad esordio precoce di Medellin.


Uno dei limiti della ricerca sul MA è che le cellule cerebrali sono da sempre costose e richiedono tempo per essere coltivate per la ricerca. Con questa tecnica, che Jimenez e Velez hanno pubblicato nel 2017, i neuroni sono prodotti in pochi giorni dal tessuto del cordone ombelicale.


Trovare modi nuovi per modellare il MA in laboratorio, uno dei quali è delineato da questo lavoro, è un passo importante nella lotta contro tutta una serie di malattie degenerative del cervello. Jimenez e Velez sperano che il loro modello possa aiutare a individuare nuovi bersagli per il trattamento con farmaci.


Rispetto ad altri modelli che usano altri tipi di cellule umane e animali, “credo che questo sia uno che può davvero avere successo, in quanto è più vicino al vero tessuto cerebrale umano”, ha detto la Jimenez.


A Medellin e nelle città circostanti, migliaia di persone sono portatrici della mutazione Paisa, che causa il MA ad esordio precoce. Questa mutazione, non presente fuori della Colombia, è emersa nel 17° secolo durante il picco dell'afflusso coloniale dalla Spagna.


Grazie alle relazioni costruite nel corso di decenni tra la loro università e queste famiglie, i ricercatori sono riusciti ad ottenere il tessuto del cordone ombelicale da madri che sono potenziali vettori. “Quando nasce il bambino, l'equipe medica taglia circa 10 centimetri del cordone, che viene poi messo in un tubo”, ha detto Velez.


Questo campione viene quindi inviato al laboratorio Jimenez-Velez, dove le cellule staminali da un tessuto gelatinoso del cordone, chiamato 'gelatina Wharton', vengono poi blandite chimicamente per diventare neuroni. I ricercatori possono quindi esaminare come differiscono quelle cellule del cervello in coltura con e senza la mutazione.


La coppia ha trovato prove di proteina amiloide-beta attiva nei bambini con la mutazione, e anche prove di stress ossidativo, una forma di danno cellulare. Non hanno visto lo stesso in cellule coltivate dai bambini senza la mutazione.


Velez dice che la scoperta contribuisce a spiegare perché gli scienziati hanno visto cambiamenti cerebrali funzionali e strutturali tra i bambini e i giovani che sono portatori della stessa mutazione, anche se non hanno ancora sintomi della malattia: “Quel bambino svilupperà la malattia verso i 40 anni Siamo riusciti a ricreare tutte le più importanti manifestazioni neuropatologiche in sette giorni dal momento in cui abbiamo avuto i neuroni colinergici”.

 

 

 


Fonte: Andrew Wight in Forbes (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Viviana Soto-Mercado, Miguel Mendivil-Perez, Carlos Velez-Pardo, Francisco Lopera, Marlene Jimenez-Del-Rio. Cholinergic-like neurons carrying PSEN1 E280A mutation from familial Alzheimer’s disease reveal intraneuronal sAPPβ fragments accumulation, hyperphosphorylation of TAU, oxidative stress, apoptosis and Ca2+ dysregulation: Therapeutic implications. PLOS One, 21 May 2020, DOI

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

Seguici su

 
enfrdeites

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.