Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


L'amiloide-beta protegge il cervello dall'herpes intrappolando particelle virali

L'amiloide-beta protegge il cervello dall'herpes intrappolando particelle viraliUno studio del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scoperto il meccanismo mediante il quale l'amiloide-beta (A-beta), la proteina che si accumula in placche nel cervello dei pazienti con morbo di Alzheimer (MA), protegge dagli effetti dei virus dell'herpes che si trovano di solito nel cervello.


Insieme a un altro studio che appare nello stesso numero di Neuron, che ha rilevato livelli elevati di tre tipi di virus dell'herpes nel cervello di pazienti con MA, i risultati del team del MGH supportano un potenziale ruolo dell'infezione virale nell'accelerazione della deposizione di A-beta e nella progressione del MA.


Rudolph Tanzi PhD, direttore dell'unità di ricerca su genetica e invecchiamento del MassGeneral Institute for Neurodegenerative Disease (MIND) e autore senior della ricerca di Neuron, dice:

"Ci sono stati molteplici studi epidemiologici che suggeriscono che le persone con infezioni da herpes hanno un rischio più alto di MA, insieme ai più recenti risultati della Icahn School of Medicine del Mount Sinai che sono stati pubblicati con il nostro studio".

"Le nostre scoperte rivelano un meccanismo semplice e diretto mediante il quale le infezioni da herpes scatenano la deposizione di amiloide cerebrale come risposta di difesa nel cervello: in questo modo abbiamo unito l'ipotesi 'infezione' e l'ipotesi 'amiloide' in una «Ipotesi risposta antimicrobica» del MA".


Studi precedenti condotti da Tanzi e dal co-autore senior Robert Moir PhD, anch'egli della MIND Genetics and Aging Research Unit, avevano trovato le prove che l'A-beta (ritenuto da lungo tempo una inutile 'immondizia metabolica') era una proteina antimicrobica del sistema immunitario innato del corpo, in grado di proteggere da pericolose infezioni i modelli animali e le cellule del cervello umano coltivate.


Visto che è noto che l'infezione cerebrale con herpes simplex - il virus che causa l'herpes labiale - aumenta con l'invecchiamento, portando ad una presenza quasi universale di quella e di altri ceppi di herpes nel cervello da adulto, il team del MGH ha deciso di scoprire se l'A-beta può proteggere dall'infezione da herpes e, in tal caso, il meccanismo con cui tale protezione ha luogo.


Dopo aver scoperto che i topi transgenici progettati per esprimere l'A-beta umana sopravvivono significativamente più a lungo dopo le iniezioni di herpes simplex nel cervello, rispetto ai topi non transgenici, i ricercatori hanno scoperto che l'A-beta inibisce l'infezione delle cellule coltivate del cervello umano con herpes simplex e altri due ceppi di herpes, legando le proteine ​​alle membrane virali e aggregandosi in fibrille che intrappolano il virus e impediscono l'ingresso nelle cellule.


Ulteriori esperimenti con i topi transgenici hanno rivelato che l'introduzione dell'herpes simplex nel cervello di animali di 5-6 settimane ha indotto un rapido sviluppo di placche A-beta, che di solito compaiono solo quando gli animali hanno un'età compresa tra 10 e 12 settimane.


Moir afferma:

"Le nostre scoperte mostrano che l'intrappolamento amiloide dei virus dell'herpes fornisce una protezione immediata ed efficace dalle infezioni. Ma è possibile che l'infezione cronica da patogeni come l'herpes, che rimane presente per tutta la vita, possa portare ad un'attivazione sostenuta e dannosa della risposta immunitaria a base di amiloide, innescando l'infiammazione del cervello che guida una cascata di patologie che portano all'insorgenza del MA. L'informazione chiave è che non è l'uccisione diretta di cellule cerebrali da parte dell'herpes che causa il MA, ma è la risposta immunitaria al virus che porta alla neuroinfiammazione cerebrale".

"I nostri dati e le scoperte del Mount Sinai suggeriscono che un modello di protezione antimicrobica attraverso farmaci sia anti-herpes che anti-amiloidi, potrebbe essere efficace contro l'insorgenza del MA. In seguito, dopo che la neuroinfiammazione è iniziata, maggiori benefici potrebbero derivare puntando le molecole infiammatorie. Tuttavia, rimane da chiarire se l'infezione è la causa principale della malattia. Dopo tutto, il MA è una malattia molto eterogenea, quindi nel suo sviluppo possono essere coinvolti più fattori".


Tanzi afferma:

"Attualmente stiamo conducendo il 'Progetto Microbioma Cerebrale', che caratterizza la popolazione di microbi presenti di norma nel cervello. Il cervello era considerato sterile, ma risulta avere una popolazione residente di microbi; alcuni dei nostri risultati preliminari suggeriscono che il microbioma cerebrale è gravemente disturbato nel MA e che i giocatori cattivi - compresi i virus dell'herpes - sembrano trarre vantaggio dalla situazione, causando problemi al paziente. Stiamo cercando di capire se la patogenesi del MA è in parallelo con i modelli distrutti di microbioma, osservati in condizioni come la malattia infiammatoria dell'intestino, e i dati finora generati sono sorprendenti e affascinanti".

 

 

 


Fonte: Massachusetts General Hospital via EurekAlert! (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: http://dx.doi.org/10.1016/j.neuron.2018.06.030

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

Seguici su

 
enfrdeites

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.