Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Privazione del sonno dava benefici ai nostri antenati, ma a noi solo danni

Gli umani hanno bisogno di meno sonno rispetto ai nostri parenti evolutivamente più vicini. Tuttavia, spesso dormiamo meno del necessario. La necessità di meno sonno è una conseguenza delle scelte dei nostri antenati di rimanere svegli più a lungo, un comportamento che ha portato a benefici evolutivi.


Dormire meno di quanto abbiamo bisogno è il risultato delle nostre scelte moderne di rimanere svegli più a lungo, ma in questo caso il comportamento è dannoso per la nostra salute e il nostro benessere. La nostra ricerca, tuttavia, rileva che la forma fisica può essere uno strumento utile per far fronte alla privazione del sonno.

 

Meno sonno necessario: un dono ancestrale

I nostri antenati hanno scambiato il sonno con attività notturne produttive come lo scambio di informazioni culturali per ottenere apprendimento sociale e individuale, osservare i predatori e rafforzare i legami con i coetanei. Questo apprendimento ha avuto benefici evolutivi e ha portato la selezione naturale a favorire durate più brevi di sonno. Però gli umani sono anomali, hanno bisogno di dormire solo 7 ore, molto meno delle 9,55 ore di sonno che si crede avesse bisogno un primate con tratti simili ai nostri.


Si ritiene che la nostra capacità di prosperare con più ore di veglia sia probabilmente dovuta alla nostra percentuale più alta di sonno efficiente e sognante tra tutti i primati studiati e ai cambiamenti nell'anatomia cerebrale che garantiscono di eseguire in meno tempo funzioni essenziali del sonno (come la rimozione delle tossine). Questa scelta ancestrale di dormire meno aveva un senso (anche se alcuni ipotizzano che possa aver avuto anche inconvenienti).

 

Meno sonno disponibile: una miseria moderna

L'esempio estremo di privazione del sonno, è del 1964, quando Randy Gardner ha battuto il record mondiale rimanendo sveglio per 11 giorni. Quella maratona di veglia lo ha lasciato anni dopo con una insonnia insopportabile che ha cambiato la sua personalità. L'ha definita 'rivalsa karmica' in un'intervista del 2018.


L'anno 1964 era un tempo in cui la necessità di sonno non era considerata a sufficienza, perché non era ancora chiaro il ruolo del sonno nell'elaborazione di emozioni e ricordi, nel preservare le funzioni immunitarie e ormonali del corpo e nell'eliminare le tossine.


Oggi, nonostante conoscano i suoi benefici, gli umani sacrificano ancora volentieri il sonno. Rinunciamo al sonno per tirare una notte in preparazione a un esame o a un incontro, per l'abbuffata di spettacoli televisivi, per conformarsi alla tendenza insonne della cultura moderna o per scorrere le reti sociali.


Il sonno non è un lusso per chi ha di fronte disturbi del sonno, disparità socioeconomica del sonno, figli neonati o obblighi di lavoro come piloti, operatori sanitari e altri incarichi con orari irregolari. Un terzo degli americani e dei canadesi è a corto di sonno. Ricerche considerevoli mostrano che la privazione del sonno compromette la comunicazione tra le regioni cerebrali e il flusso sanguigno del cervello, danneggia il cablaggio del cervello e trasforma un cervello giovane in uno vecchio.


Per l'uomo, compromettere il sonno per essere produttivi è un ossimoro. Ciò compromette il meglio delle nostre prestazioni, dell'attenzione, delle capacità decisionali e della memoria. Rischiamo incidenti stradali e sul lavoro, malattie psichiatriche, demenza e malattie cardiovascolari, con costi di miliardi di dollari all'anno per i governi.


Per i nostri antenati evolutivi, il sonno era costoso perché li rendeva vulnerabili ai predatori e limitava il tempo da dedicare alle attività produttive. Oggi capiamo che la mancanza di sonno è costosa perché il sonno è essenziale. Il pioniere della ricerca sul sonno Allan Rechtschaffen ha osservato: "Se il sonno non avesse una funzione assolutamente vitale, sarebbe l'errore più grande che il processo evolutivo abbia mai fatto".

 

Contromisure contro la privazione del sonno

Una soluzione facile è dormire di più. Ma è un obiettivo inverosimile. Oggi, dormire anche un'ora o due in più è impegnativo. La politica deve intervenire per affrontare i problemi relativi al sonno. Ad esempio:

Ma fino a quando le politiche non cambiano, come possiamo far fronte meglio alla perdita del sonno?

 

Potere protettivo della forma fisica

Uno studio recente del nostro team al Memory Lab della McGill University, guidato dalla dottoranda Beatrice Ayotte, potrebbe aver identificato un fattore protettivo. Il team di ricerca, ironicamente proprio mentre si privava del sonno, ha mostrato che le persone più in forma fisicamente andavano meglio in un compito di memoria rispetto alle persone con livelli minori di forma dopo una notte di perdita del sonno.


La forma fisica è stata misurata come la capacità del cuore e dei polmoni dei partecipanti di fornire ossigeno e la capacità dei loro muscoli di usarlo durante l'esercizio. Questa è la 'idoneità cardiorespiratoria', al contrario della forma muscolare. Per questo, degli individui sani, dai 18 ai 35 anni, hanno pedalato con una resistenza crescente fino all'esaurimento, in un laboratorio simile a una palestra. Indossavano maschere con tubi agganciati a un computer che misurava il picco di VO₂, che è il volume consumato di ossigeno di picco. Un picco VO₂ più alto indica una migliore forma fisica.


La parte divertente è stata quando un gruppo di partecipanti ha trascorso una notte in laboratorio per rimanere sveglio, senza caffeina, svolgere attività lievi e parlare molto con i ricercatori che li supervisionavano. Ai partecipanti è stato chiesto di rimanere svegli per 30 ore, il che è brutale ma angosciosamente comune tra i lavoratori essenziali. Dopo il periodo di veglia, i partecipanti hanno visto alcune immagini e 4 giorni dopo, hanno eseguito un test di memoria a sorpresa. I partecipanti che ricordavano più immagini ottenevano un punteggio più alto su questo compito di memoria.


La privazione del sonno, come previsto, aveva significativamente decimato la memoria dei partecipanti, come riflesso nei loro punteggi di memoria più bassi rispetto al gruppo ben riposato. Ma la cosa interessante è che, nel gruppo privato del sonno, la maggior parte di chi aveva avuto punteggi elevati di memoria era anche molto in forma. Ciò indica che le persone più in forma avevano una certa leva nella situazione di privazione del sonno.


Una scoperta interessante è che l'associazione tra punteggi di picco VO₂ e di memoria non è stata spiegata dai livelli di affaticamento e attenzione dei partecipanti. Quindi non era che le persone più in forma potessero sopportare maggiore stanchezza durante la privazione del sonno e quindi sono andate bene. La forma fisica stava lavorando a loro favore in modo diverso.


La ricerca ha dimostrato che le persone con forma cardiorespiratoria più elevata tendono ad avere una migliore connettività cerebrale e cognizione. Questi cambiamenti cerebrali potrebbero essere uno dei tanti mediatori dell'associazione trovati in questo studio.

 

Usare cautela

Non possiamo concludere che una maggiore forma fisica sia una causa di protezione della memoria durante la privazione del sonno. Altre abitudini sane dei partecipanti più in forma, come l'igiene del sonno, una riserva cognitiva più elevata e una dieta sana, potrebbero aver contribuito alla loro prestazione migliore di memoria nonostante la perdita del sonno.


Tuttavia, la ricerca sugli animali ha dimostrato che l'esercizio aerobico - che aumenta la forma cardiorespiratoria - può proteggere dai danni della privazione del sonno. Questi risultati si sinergizzano con i nostri e suggeriscono possibili passi in avanti per affrontare l'epidemia.


Il sonno compromesso non ha servito noi e i nostri antenati allo stesso modo. La spinta incessante della natura a scegliere il sonno sottolinea la sua insostituibilità. Ma oggi, se decidi di fare una maratona di veglia, è consigliabile essere in forma!

 

 

 


Fonte: Madhura Lotlikar (dottoranda neuroscienze, McGill University) in Conversation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

Seguici su

 
enfrdeites

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.