Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Nuove immagini 3D catturano dettagli mai visti delle sinapsi

see through synapse 2Modello 3D in trasparenza che mostra l'assone (rosso), il motoneurone spinale medio (verde) e l'astrocita (blu) che convergono nella sinapsi (giallo). Fonte: Villanueva et al.

Degli scienziati hanno creato una delle immagini 3D più dettagliate della sinapsi, il punto di congiunzione importante dove i neuroni comunicano tra loro scambiandosi segnali chimici. Questi modelli in scala di nanometro aiuteranno gli scienziati a comprendere e studiare meglio le malattie neurodegenerative come l'Huntington e la schizofrenia.


Il nuovo studio, apparso su PNAS, è opera di un team guidato da Steve Goldman MD/PhD, condirettore del Center for Translational Neuromedicine dell'Università di Rochester, e dall'Università di Copenaghen. I risultati rappresentano un risultato tecnico significativo che consente ai ricercatori di studiare le diverse cellule che convergono alle singole sinapsi, a un livello di dettaglio finora non realizzabile.


"Una cosa è comprendere la struttura della sinapsi dalla letteratura, ma è un'altra vedere con i tuoi occhi la geometria precisa delle interazioni tra singole cellule", ha affermato Abdellatif Benraiss PhD, professore associato di ricerca al Center for Translational Neuromedicine e coautore dello studio. "La capacità di misurare questi ambienti estremamente piccoli è un campo giovane e con il potenziale di far avanzare la comprensione di una serie di malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche in cui la funzione sinaptica è disturbata".


I ricercatori hanno usato la nuova tecnica per confrontare il cervello di topi sani con altri portatori del gene mutante che causa l'Huntington. La ricerca precedente nel laboratorio di Goldman aveva dimostrato che gli astrociti disfunzionali hanno un ruolo chiave nella malattia. Gli astrociti sono membri di una famiglia di cellule di supporto nel cervello chiamate glia e aiutano a mantenere l'ambiente chimico adeguato nella sinapsi.


I ricercatori si sono concentrati su sinapsi che coinvolgono motoneuroni spinosi medi, la cui perdita progressiva è un segno distintivo dell'Huntington. I ricercatori hanno dovuto prima identificare le sinapsi nascoste all'interno del groviglio delle tre diverse cellule che convergono nel sito: l'assone pre-sinaptico da un neurone distante, il suo obiettivo (il motoneurone spinoso medio post-sinaptico) e i processi in fibra di un astrocita vicino.


Per fare ciò, gli investigatori hanno impiegato virus per marcare separatamente a fluorescenza gli assoni, i motoneuroni e gli astrociti. Hanno quindi rimosso [le cellule da]i cervelli, visualizzato le aree di interesse mediante microscopia multifotonica e usato una tecnica chiamata 'infrared branding' (marcatura a infrarossi) che impiega laser per creare punti di riferimento nel tessuto cerebrale, permettendo ai ricercatori di ri-trasferire in seguito le cellule di interesse.


Il team ha quindi esaminato il tessuto cerebrale con un microscopio elettronico a scansione a blocchi seriali situato all'Università di Copenaghen, uno strumento di ricerca creato per studiare le strutture più piccole del cervello. Il dispositivo usa un coltello a diamante per rimuovere in serie e visualizzare fette ultrafini di tessuto cerebrale, creando modelli 3D in scala nanometrica delle cellule marcate e le loro interazioni nella sinapsi.


"I modelli rivelano la geometria e le relazioni strutturali tra gli astrociti e le loro sinapsi collegate, il che è importante perché queste cellule devono interagire in modo specifico nella sinapsi"
, ha affermato Carlos Benitez Villanueva PhD, associato senior al Center for Translational Neuromedicine e primo autore dello studio. "Questo approccio ci dà la capacità di misurare e descrivere la geometria dell'ambiente sinaptico e di farlo come funzione della malattia gliale".


Nel cervello di topi sani, il team ha osservato che i processi astrocitici hanno impegnato lo spazio attorno alla sinapsi a forma di disco, e l'hanno completamente avvolto, creando un legame stretto. Al contrario, gli astrociti nei topi di Huntington non erano così efficaci nell'ingaggiare o sigillare la sinapsi, lasciando grandi lacune. Questo difetto strutturale consente al potassio e al glutammato, prodotti chimici che regolano la comunicazione tra le cellule, di fuoriuscire dalla sinapsi, interrompendo potenzialmente la normale comunicazione cellulare.


La disfunzione degli astrociti è stata collegata ad altre condizioni, tra cui la schizofrenia, la sclerosi laterale amiotrofica e la demenza frontotemporale. I ricercatori ritengono che questa tecnica possa farci capire molto meglio le basi strutturali precise di quelle malattie. In particolare, sottolineano che questa tecnica potrebbe essere usata per valutare l'efficacia delle strategie di sostituzione delle cellule, che rimpiazza cellule gliali malate con altre sane, per il trattamento di queste malattie.

 

 

 


Fonte: Mark Michaud in University of Rochester (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: C Benitez Villanueva, [+4], SA Goldman. Astrocytic engagement of the corticostriatal synaptic cleft is disrupted in a mouse model of Huntington’s disease. PNAS, 2023, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

Seguici su

 
enfrdeites

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.