Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Nuovo rapporto: le donne e l'Alzheimer, la crisi del caregiver

supermomUn nuovo importante rapporto sul drammatico tributo che l'Alzheimer sta pretendendo alle donne negli Stati Uniti (dimostrate essere i caregivers primari per i propri cari), rivela un costo crescente per la loro vita personale e professionale, così come per il loro portafoglio.

Lo studio dal titolo 'Donne e Alzheimer: Crisi del caregiver', ha intervistato 1.204 caregiver attuali e passati che prestano assistenza gratuitamente per i propri cari affetti da Alzheimer ed è stato commissionato dal Working Mother Research Institute e presentato nel numero di Giugno / Luglio della rivista Working Mother e online.

I punti principali risultanti includono:

  • L'82% dei caregiver in forza riferisce di mantere i cari in casa propria o a casa del paziente. Di questi, il 39% sentono di non avere altra scelta, solo il 16% dell'assistenza è fornita in una struttura di cura.
  • Anche se tre quarti dei caregivers attuali si sente in grado di assistere, 49% di loro si sentono sopraffatti, il 36% riferisce depressione e il 65% non ha avuto una vacanza nel corso dell'anno precedente.
  • Il numero di caregivers che vive con i loro pazienti è raddoppiato, passando al 40% dei caregivers correnti dal 15% di prima. E' calato l'uso sia della casa di cura che del soggiorno assistito.
  • Un buon 84% dice di preferire una diagnosi precoce, e il 51% avrebbe preferito che ai propri cari fosse stata fatta prima. Solo un terzo dei pazienti hanno avuto la diagnosi in fase precoce della malattia.


Il rapporto del Working Mother Research Institute è sponsorizzato da GE, con il supporto di conoscenza dall'Alzheimer's Association. Le donne ora costituiscono i due terzi (66%) dei circa 5,4 milioni di americani con Alzheimer e forniscono la maggior parte dell'assistenza non retribuita per i propri cari affetti dalla malattia. Il rapporto completo 'Crisi dei Caregiver' si può trovare qui.


Carol Evans, presidente di Working Mother Media, dice: "I risultati sono drammatici. Le caregivers stanno fornendo centinaia di ore di assistenza ogni mese, destreggiandosi tra carriera, matrimonio e bambini. La linea di fondo è che anche molte donne si trovano coinvolte in un ruolo che non prevedevano, sostenuto solo a costo di grandi sacrifici personali e senza data di fine chiara. L'intera vita del caregiver ne è influenzata, e la responsabilità pesa sulla sua famiglia e sul lavoro, per non parlare della propria salute".


L'onere è colossale: Working Mother calcoli, basati sui dati dell'Alzheimer's Association e sul The Shriver Report: A Woman's Nation Takes on Alzheimer's, pubblicato nel 2010, che 6,7 milioni di caregivers donne dedicano circa 10 miliardi di ore all'anno - effettuando circa 126 miliardi di dollari di lavoro non retribuito.

"La ricerca rivelata in questa relazione sarà determinante per capire il peso che i caregivers affrontano nella gestione dell'Alzheimer", ha detto Pascale Witz, Presidente e CEO di GE Healthcare, diagnostica medica. "Siamo orgogliosi di sponsorizzare questo studio, in quanto getta una nuova luce sull'impatto dell'Alzheimer sulle caregiver donne e aumenta la conoscenza delle donne della malattia".

 

Gestire ruoli e responsabilità: Effetti del caregiving

Lo studio rileva che caregiving e carriera non si mescolano bene. Il 39% dei caregiver attuali intervistati dicono che hanno evitato promozioni a causa del caregiving. Leggermente meno, il 36%, dicono che ha influenzato la loro capacità di avanzare [nella carriera]. Più della metà dei caregivers attuali dicono che devono adeguare i propri orari di lavoro per gestire il caregiving e il 39% dicono di non aver avuto promozioni perché non riuscivano a gestire le responsabilità aggiuntive. Quasi la metà degli intervistati ha dichiarato di avere difficoltà a gestire le esigenze del lavoro e della casa, e un terzo crede di non fare del proprio meglio sul lavoro.


Un totale del 41% dei caregivers riceve aiuto regolare da un infermiere o un assistente, e oltre il 61% ha ottenuto regolare aiuto di qualche tipo nel fornire assistenza. Lo studio ha trovato che il 58% sta fornendo assistenza per i genitori, il 12% per i coniugi e il 12% per parenti. I caregivers attuali stanno passando una media di 47 ore settimanali a fornire assistenza, e il 58% non sa quanto tempo è necessario. I caregivers riferiscono di sentire un senso di isolamento a causa delle esigenze di cura del paziente di Alzheimer: un terzo ha detto che non era soddisfatto della loro vita sociale, uno su quattro non è stato fuori a cena o al cinema negli ultimi sei mesi.


"Si stima che 2 milioni di donne stanno sopportando il peso di prendersi cura dei loro figli e di una persona cara con questa malattia degenerativa. E, come l'asssitenza di anziani, anche rispondere all'Alzheimer è una maratona, non uno sprint", dice Jennifer Owens, direttrice del Working Mother Research Institute. "In effetti, l'aspettativa di vita dopo la diagnosi è in media di otto anni, ma può essere molto più lunga. Un terzo dei caregiver intervistati ha dichiarato che stanno assistendo una persona cara da più di quattro anni".


"Questo studio rafforza il fatto che le donne assumono la responsabilità di accudimento. L'Alzheimer impatta molte aree della loro vita tra cui la carriera, le relazioni, i bambini e la loro salute", ha detto Angela Geiger, chief strategy officer dell'Associazione Alzheimer. "E' importante che le donne sappiano che possono rivolgersi all'Associazione Alzheimer per la guida e le risorse per sé e per la cerchia delle persone che esse supportano".

 

Relazione medico / caregiver

Circa l'80% degli intervistati indica che il loro medico non ha discusso con loro dell'invecchiamento, e l'87% non ha discusso di Alzheimer. Le donne multiculturali riportano risultati leggermente migliori (il 77% non hanno discusso dell'invecchiamento con il loro medico; l'81% non ha parlato di Alzheimer). C'è una leggera differenza tra i gruppi di età: l'82% degli intervistati sotto i 54 anni non hanno discusso di invecchiamento, rispetto al 76% degli over 55. Non sorprende che i caregivers attuali hanno risultati migliori: il 68% indica che il loro medico non aveva discusso dell'invecchiamento e il 66% dice che il loro medico non aveva parlato di Alzheimer.

 

Costi e assicurazione

Circa il 40% dei pazienti dei caregiver attuali hanno assicurazione per l'assistenza a lungo termine (gli ex caregiver segnalano un tasso ancora più elevato del 51%). La spesa media dei caregivers attuali è di 2.585 dollari all'anno. Si tratta di un aumento del 25% rispetto agli ex caregiver. Le donne afro-americane segnalano un costo più alto di 3.198 dollari. Il 10% delle donne appartenenti a minoranze intervistate stimano le loro spese oltre i $ 10.000, contro il 5% dei caregivers caucasici.

 

Metodologia

Il sondaggio online è stato sviluppato dal Working Mother Research Institute e condotto da Walker Communications dal 6 all'11 Gennaio 2012. Sono stati completati 1.204 questionari in totale, 531 caregivers attuali e 673 ex. Il profilo dei partecipanti al sondaggio è il seguente: 59% sono sposati / con partner, l'84% ha figli (29% under 18), e l'86% frequenta la scuola. Il reddito medio degli intervistati è $ 42.800. Il 79% degli intervistati totali sono caucasici e il 21% sono donne appartenenti a minoranze.

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Fonte: Working Mother Media, PRNewswire via Comptex

Pubblicato in MarketWatch il 13 Giugno 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

Seguici su

 
enfrdeites

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.