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Antipsicotici, comportamento e demenza: il punto di vista dello psichiatra

Molti individui con Alzheimer o altre forme di demenza, e le loro famiglie, trovano che i sintomi comportamentali come irritabilità, ansia, depressione, disturbi del sonno, agitazione, deliri e allucinazioni, siano gli effetti più difficili e angoscianti della malattia.


Sono spesso prescritti farmaci antipsicotici, come il risperidone e l'aloperidolo, per trattare questi sintomi e permettere ai pazienti di evitare alti livelli di assistenza nelle case di cura e nelle unità speciali di assistenza.


Tuttavia, dopo le nuove scoperte del National Institute of Mental Health sui potenziali effetti nocivi di questi farmaci, dell'impatto sulla qualità di vita dei pazienti e dei costi potenziali per gli operatori sanitari, i medici dovrebbero prendere in considerazione l'importanza di una corretta gestione dei farmaci combinata con trattamenti medici e comportamentali.

 

Prestare attenzione nel prescrivere farmaci antipsicotici

I farmaci antipsicotici odierni sono molto più sicuri e con meno probabilità di causare effetti collaterali gravi di quelli usati nel 1970. Tuttavia, gli studi dimostrano che in caso di abuso, mettono i pazienti (specialmente gli anziani con demenza) a rischio più alto di cadute, ictus e morte. Altri effetti collaterali gravi possono includere sedazione, tremore, coaguli di sangue e anche il peggioramento dei sintomi di demenza. Spesso questi farmaci non sono prescritti da psichiatri, creando ulteriori difficoltà nel trattamento di questi pazienti.


Nel 2008, la Food and Drug Administration ha emesso un avviso circa l'uso di farmaci antipsicotici nel trattamento di pazienti affetti da demenza, evidenziando che gli antipsicotici sia di prima che di seconda generazione aumentano il rischio di morte in questa popolazione.
Uno studio del 2012 pubblicato su JAMA Psychiatry ha riferito conclusioni simili: i pazienti affetti da demenza che assumono farmaci antipsicotici avevano un maggiore rischio di morte rispetto a quelli che non assumevano i farmaci. Altre prove arrivano dallo studio del National Institute of Mental Health pubblicato lo scorso ottobre, che ha scoperto che tre quarti degli antipsicotici prescritti agli anziani erano senza una diagnosi psichiatrica adeguatamente documentata.


Anche se la sola presenza della demenza non implica l'uso di farmaci antipsicotici, spesso questi farmaci sono prescritti per contribuire ad affrontare il comportamento aggressivo e i cambiamenti di umore che accompagnano tale condizione. Comportamento aggressivo, sundowning [=sindrome del tramonto] e cambiamenti di umore spesso portano a morbilità aggiuntiva per questi pazienti.

 

Gestione dei farmaci e trattamento dei comportamenti

Non tutti i pazienti affetti da demenza sono uguali e non devono essere trattati allo stesso modo. I pazienti devono essere adeguatamente valutati per determinare il tipo di cura che potrebbe fornire loro la migliore qualità di vita. Tale esame deve comprendere l'esame fisico, studi di laboratorio, l'esame dello stato mentale e studi di imaging, se necessario.


Nella maggior parte dei casi, si deve bilanciare la gestione dei farmaci con i trattamenti comportamentali, tenendo presenti i rischi del trattamento, così come i rischi di non utilizzare il farmaco adatto. L'agitazione da sola può portare a cadute e lesioni. L'uso corretto dei farmaci, insieme con la gestione del comportamento può essere fondamentale per prevenire morbilità aggiuntiva.


Per i pazienti di demenza con sintomi comportamentali causati da mania o psicosi, i sintomi che presentano un pericolo per sé o per altri, o e livelli inconsolabili di disagio, i farmaci antipsicotici possono aiutare a migliorare la qualità della vita del paziente. Tuttavia, a causa dei possibili effetti collaterali pericolosi, i pazienti devono ricevere solo una dose appropriata per il tempo minimo. Il farmaco dovrebbe essere rivisto spesso per vedere se i pazienti possono assumere una dose inferiore o eliminarlo gradualmente.


I pazienti di demenza che non possiedono questi sintomi gravi dovrebbero ricevere una combinazione di terapie comportamentali e farmaci in base alle necessità. Questo piano di assistenza personalizzato incoraggia una gestione efficace di lungo termine dei problemi fisici, emotivi e cognitivi associati alla malattia.

  • Dieta e Idratazione: I pazienti anziani beneficiano di una dieta equilibrata e della continua idratazione. Perché la sensazione di sete diminuisce con l'età, gli anziani sono più a rischio di disidratazione, che può portare a debolezza muscolare, mal di testa e sonnolenza. E' importante gestire l'assunzione di nutrienti dei pazienti e ricordare loro di bere prima di essere assetati, per preservare una buona funzione del cervello.
  • Terapia individuale e di gruppo: Dopo la diagnosi, i pazienti di demenza possono sentirsi arrabbiati e spaventati. E' estremamente importante il sostegno emotivo da parte della famiglia, dei coetanei e di un consulente, per il loro benessere generale. Che sia uno-a-uno o in un programma strutturato di gruppo, la terapia di stimolazione cognitiva incoraggia i pazienti a concentrarsi su una varietà di argomenti, come attualità, giochi o associazioni di parole. Questi esercizi provocano emozioni positive e ispirano la comunicazione tra i pazienti.
  • Terapia di convalida: I pazienti di demenza possono mostrare segni di confusione e dire cose che non hanno senso. Invece di dire loro che sono sbagliate, i medici devono parlare con loro con empatia. Mostrare compassione aiuta i pazienti a sentirsi rispettati, valorizzati e in controllo.
  • Stimolazione sociale: Senza l'interazione sociale, le persone con demenza possono diventare represse e depresse. Attività semplici come fare una passeggiata, ascoltare musica o passare del tempo con gli animali domestici possono non solo migliorare la qualità della vita del paziente, ma anche ridurre al minimo i comportamenti legati alla psicosi.
  • Ambiente: Che siano ricoverati o in ambulatorio, i pazienti devono sentire che sono in un posto sicuro. È di importanza fondamentale creare un ambiente compassionevole che favorisce la guarigione e la sicurezza dei pazienti di demenza.

 

I trattamenti comportamentali hanno il potenziale di ridurre i costi

Nel 2011, l'ufficio Salute e Servizi Umani dell'ispettore generale ha rilevato che gli ospiti delle case di cura rappresentavano il 20 per cento del totale di 8,5 milioni di richieste di farmaci antipsicotici tra tutti i beneficiari di Medicare, con un costo di circa 309 milioni di dollari. Di conseguenza il CMS ha imposto alle case di cura di ridurre l'uso di quei farmaci del 25 per cento entro la fine di quest'anno.


Sappiamo anche che, con l'invecchiamento della nostra popolazione, ci si può aspettare una crescita del numero di pazienti con demenza. Essendo già una popolazione più propensa ad essere riammessa in ospedale, si può ipotizzare che con una corretta gestione dei farmaci e della terapia comportamentale questi pazienti possano evitare le visite ad alto costo di un ambiente di terapia intensiva.

 

 

 


Fonte: Nishendu M. Vasavada MD in Long-Term Living (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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