Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Diagnosi di Alzheimer con p-tau non così specifica della malattia come si pensava

Blood testing Image by Freepik

La diagnosi precoce del morbo di Alzheimer (MA) attraverso la rilevazione delle proteine p​-tau nel sangue è meno specifica per la malattia di quanto si assumesse, poiché questi biomarcatori sono elevati anche nel sangue delle persone con sclerosi laterale amiotrofica (SLA).


Pertanto, devono essere sviluppati e validati test più specifici per il MA nella popolazione generale. Questi sono i risultati di uno studio multicentrico pubblicato su Nature Communications che ha esaminato 385 soggetti, guidato dalla University Medicine di Halle-Wittenberg (Germania) in collaborazione con i dipartimenti di neurologia nelle università di Milano, Mannheim e Ulm.


Si considera che livelli elevati di p-tau 181 e 217 nel liquido cerebrospinale riflettano la patologia del MA precoce. Tuttavia, il rilevamento di biomarcatori, che ora fa parte dei criteri diagnostici, richiede un prelievo lombare che può essere invasivo per i pazienti. Studi recenti hanno dimostrato che le proteine ​​p-tau possono essere rilevate anche nel sangue dei pazienti con MA attraverso test altamente sensibili, il che renderebbe molto più semplice la diagnosi.


Il professor Markus Otto, direttore della clinica universitaria e della clinica ambulatoriale di neurologia della University Medicine Halle, oltre al MA, sta studiando la diagnosi precoce di altre malattie neurologiche prima che appaiano i sintomi clinici; una di queste malattie è la SLA, una malattia degenerativa del sistema nervoso motorio. Egli spiega:

"Gli esperti speravano in una svolta che consentisse una rilevazione precoce precisione minimamente invasiva ed economica del MA nella popolazione generale. Abbiamo osservato che i livelli di p-tau 181 erano elevati nel sangue dei pazienti con SLA, ma non nel loro liquido cerebrospinale, come nel caso dei pazienti con MA .Al fine di scoprire le cause di questo fenomeno, abbiamo lanciato il più grande studio in materia eseguito fino ad oggi".


In collaborazione con colleghi delle università di Milano, Mannheim e Ulm, sono stati esaminati 111 pazienti di MA e 152 pazienti con SLA e confrontati con 122 soggetti di controllo che non avevano segni di MA o SLA.

 

P-tau nel sangue: non così specifico per il MA come si sperava, ma comunque significativo

Non solo i sospetti dei ricercatori sono stati confermati, ma hanno anche fatto ulteriori scoperte. Il dott. Samir Abu Rumeileh, primo autore dello studio, medico e scienziato clinico senior della University Medicine Halle, spiega:

"I livelli di p-tau 181 nel sangue dei pazienti con SLA sono alti quanto quelli dei pazienti con MA. Abbiamo dimostrato per la prima volta che la p-tau 217 nel sangue è elevata anche nei pazienti con SLA. Il nostro studio conferma che entrambi gli esami del sangue per la diagnosi precoce del MA non sono così specifici della malattia come si pensava in precedenza.

"Tuttavia, in questo studio abbiamo anche scoperto che p-tau 181 e 217 sono potenziali biomarcatori adattabili alla diagnosi precoce della SLA o al monitoraggio della progressione delle malattie e dell'efficacia di nuovi farmaci. Ciò che a prima vista sembra una battuta d'arresto per la valutazione diagnostica di MA potrebbe aiutarci a capire e forse migliorare il trattamento di SLA e altri disturbi muscolari".


Le proteine ​​p-tau continuano ad avere un ruolo significativo per rilevare il MA iniziale dal sangue. Il professor Otto conclude:

“È comunque possibile rilevare la patologia MA, ma non proprio come si vorrebbe o nel modo che viene spesso suggerito. Un test p-tau positivo potrebbe, ad esempio, spingere i medici a svolgere altre indagini diagnostiche più informative, come test neuropsicologici, scansioni analisi del liquido cerebrospinale.

"Tuttavia, i nostri risultati limitano il potenziale del biomarcatore p-tau come test di rilevazione a causa della sovrapposizione dei parametri della malattia nelle fasi asintomatiche o precoci di MA e SLA, data la sovrapposizione delle concentrazioni di biomarcatori tra le due malattie".


L'approvazione di nuove terapie anticorpali per il MA negli Stati Uniti e la loro prevista approvazione in Europa evidenzia l'importanza della ricerca rivolta al rilevamento precoce della malattia, poiché solo il trattamento precoce ha attualmente il potenziale di riuscita.

 

Contrariamente alle ipotesi precedenti, il cervello non è l'unica possibile fonte di p-tau

La spettrometria di massa e le analisi dei tessuti immunoistochimici hanno dimostrato che i muscoli dei pazienti con SLA sono in grado di produrre ed esprimere p-tau: "Il presupposto che questi marcatori nel sangue provengano solo dal cervello è messo in discussione", spiega il professor Otto. Altri tessuti e malattie, in particolare le malattie neuromuscolari, potrebbero influenzare i livelli di p-tau.


I risultati di questo studio sollevano domande sulle attuali teorie di come si sviluppa la patologia tau nei pazienti con MA e terranno impegnati gli scienziati nella ricerca di risposte nel prossimo futuro.

 

 

 


Fonte: Martin-Luther-Universität Halle-Wittenberg (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: S Abu-Rumeileh, [+22], M Otto. Phosphorylated tau 181 and 217 are elevated in serum and muscle of patients with amyotrophic lateral sclerosis. Nat Comm, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

Seguici su

 
enfrdeites

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.