Le persone con cappucci protettivi più brevi alla fine dei cromosomi (chiamati telomeri) possono avere maggiori probabilità di sviluppare malattie cerebrali legate all'età come ictus, demenza e depressione della tarda età (di solito diagnosticata verso i 60 anni), secondo uno studio preliminare presentato all'International Stroke Conference 2025 dell'American Stroke Association, un incontro mondiale primario tenuto dal 5 al 7 febbraio a Los Angeles, per ricercatori e medici dedicati alla scienza dell'ictus e della salute del cervello.
La lunghezza dei telomeri dei leucociti, che riflette la lunghezza dei telomeri all'interno dei globuli bianchi (leucociti), è un marcatore noto di invecchiamento biologico. I telomeri si riducono gradualmente con l'età, riducendo la loro capacità di proteggere il materiale genetico dei cromosomi, portando all'invecchiamento cellulare e ad una maggiore suscettibilità alle malattie legate all'età. La lunghezza dei telomeri è influenzata da fattori non modificabili come genetica, ascendenza e genere, e modificabili come scelte di stile vita e fattori ambientali di stress, incluso l'inquinamento.
"Nessuno studio ha esaminato l'impatto della lunghezza dei telomeri dei leucociti su un esito composito di malattie cerebrali legate all'età che includono ictus, demenza e depressione in tarda età", ha affermato Tamara N. Kimball MD, ricercatrice del Massachusetts General Hospital di Boston. "Tutte e tre le condizioni sono legate alla malattia dei vasi piccoli cerebrali (microangiopatia), una condizione associata all'invecchiamento e all'accumulo di fattori di rischio vascolare".
Questo studio ha usato i dati di oltre 356.000 partecipanti alla grande UK Biobank per rispondere alle tre domande. Quando i partecipanti sono stati reclutati per lo studio tra il 2006 e il 2010, hanno fornito campioni di sangue per analizzare la lunghezza dei telomeri dei leucociti. Hanno anche avuto una valutazione Brain Care Score, uno strumento progettato per quantificare fattori modificabili come quelli fisici, le scelte di stile di vita e le interazioni sociali.
I partecipanti sono stati seguiti mediamente per 12 anni per monitorare l'insorgenza di ictus, demenza o depressione in tarda età. Dopo aver analizzato se i telomeri dei leucociti più brevi fossero associati singolarmente e come esito combinato a ictus, demenza e depressione di tarda età, l'analisi ha scoperto che:
- Rispetto ai partecipanti con telomeri di leucociti più lunghi, quelli che li avevano più corti hanno dimostrato un rischio più elevato dell'8% di ictus, del 19% di demenza e del 14% di depressione in tarda età.
- Complessivamente, rispetto ai partecipanti con telomeri di leucociti più lunghi, quelli con telomeri più corti avevano un rischio più elevato dell'11% di sviluppare almeno una delle malattie cerebrali legate all'età studiate.
“In un contesto clinico, la lunghezza dei telomeri dei leucociti potrebbe aiutare a identificare le persone che potrebbero aver bisogno di monitoraggio più intenso o misure preventive. Potrebbe anche guidare gli interventi personalizzati, compresi gli aggiustamenti dello stile di vita e gli approcci terapeutici, per migliorare la salute generale. Tuttavia, dato che le prove che collegano la lunghezza dei telomeri dei leucociti al rischio di ictus sono ancora preliminari, attualmente non suggeriamo di usare la misurazione della lunghezza dei telomeri leucocitici come pratica standard", ha affermato la Kimball.
Utilizzando un metodo statistico che identifica la potenziale causalità nella relazione tra esposizione ed esiti sanitari, i ricercatori possono determinare in modo più accurato come determinati fattori di rischio possono portare a malattie. Questo studio non ha trovato prove del fatto che la lunghezza dei telomeri dei leucociti sia causa di ictus, demenza o depressione in tarda età.
“I nostri risultati suggeriscono che, sebbene la lunghezza dei telomeri dei leucociti possa essere un indicatore noto dell'invecchiamento biologico, non causa direttamente queste malattie legate all'età. Invece, la lunghezza dei telomeri dei leucociti può essere un marcatore che riflette processi biologici sottostanti e stress cellulare che precedono queste malattie legate all'età", ha detto la Kimball.
Dopo aver esplorato se comportamenti sani possono influenzare l'associazione tra la lunghezza dei telomeri dei leucociti e le malattie cerebrali legate all'età, l'analisi ha trovato anche che:
- Nelle persone con basso punteggio Brain Care Score / profilo meno favorevole dei fattori di rischio modificabili, i telomeri di leucociti più brevi hanno aumentato significativamente (11%) il rischio di ictus, demenza e depressione in tarda età come esito combinato.
- Al contrario, tra le persone con un alto punteggio Brain Care Score, che indica scelte di stile di vita più sane, i telomeri dei leucociti più brevi non erano associati ad un aumento del rischio di malattie cerebrali legate all'età.
“Ciò suggerisce che stili di vita più sani e un migliore profilo dei fattori di rischio modificabili possono ridurre gli effetti negativi dei telomeri dei leucociti più brevi. In breve, non è mai troppo tardi per iniziare a prendersi più cura del proprio cervello", ha detto la Kimball.
Sono necessarie ulteriori ricerche e studi più lunghi per comprendere le dinamiche della lunghezza dei telomeri dei leucociti nel tempo, il modo in cui interagisce con vari fattori di rischio e come potrebbe essere impiegato nelle strategie sanitarie personalizzate.
"Piuttosto che concentrarsi sullo sviluppo di farmaci terapeutici per alterare direttamente la lunghezza dei telomeri - che può comportare potenziali rischi - un approccio olistico incentrato su fattori modificabili di stile di vita potrebbe offrire una strategia promettente per promuovere l'invecchiamento più sano e ridurre i rischi di queste malattie", ha affermato la Kimball.
Lo studio ha diversi limiti:
- si è concentrato esclusivamente su persone di origine europea, quindi i risultati potrebbero non essere validi per altre popolazioni;
- la lunghezza dei telomeri dei leucociti e il punteggio Brain Care Score sono stati misurati al basale, quindi i ricercatori non hanno potuto analizzare i cambiamenti nel tempo;
- sebbene la lunghezza dei telomeri dei leucociti sia un riferimento per la lunghezza complessiva dei telomeri sempre più accettata come marcatore di invecchiamento cellulare avverso, potrebbe non rappresentare la lunghezza dei telomeri in tipi di cellule diversi dai globuli bianchi.
Fonte: American Heart Association via AlphaGalileo (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
Riferimenti: American Stroke Association’s International Stroke Conference 2025, Los Angeles, 5-7 Feb. 2025
Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.
Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.
Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.