Denuncia & Advocacy

Anche i 'Millennials' dovrebbero preoccuparsi dell'Alzheimer

Anche i 'Millennials' dovrebbero preoccuparsi dell'Alzheimer

Uccide più persone dei tumori al seno e alla prostata combinati: negli Stati Uniti c'è un nuovo caso di Alzheimer ogni 66 secondi, il che lo rende la sesta causa di morte in quel paese.


Forse la parte più allarmante della malattia è che sta crescendo ad un ritmo rapido, e alcune stime dicono che i casi potrebbero triplicare da qui al 2050. Tuttavia, non è disponibile ancora alcuna cura o trattamento di prevenzione dimostrati, e molti esperti avvertono che deve arrivare "il più presto possibile" una cura o una svolta nel trattamento, non solo per la gli anziani, ma... [Leggi tutto]

Placche, grumi e il mistero dell'Alzheimer

Placche, grumi e il mistero dell'Alzheimer



Un medico e anatomista bavarese si è incuriosito dalla panoplia di sintomi della sua paziente 50-enne: paranoia, disturbi del sonno, confusione, perdita di memoria e aggressività. Dopo la sua morte, ha riferito che il suo cervello conteneva un "processo di malattia grave e particolare della corteccia cerebrale".


Pochi, a quel tempo, hanno colto l'importanza delle placche e dei grovigli neurologici descritti da Alois Alzheimer, che è morto molto tempo prima che il suo nome diventasse collegato, in modo popolare, alla malattia che aveva identificato nel 1906. Purtroppo, più di un secolo dopo, e con un ultimo importante studio clinicodi un... [Leggi tutto]

Studio: l'assistenza alla demenza deve essere ripensata

Studio: l'assistenza alla demenza deve essere ripensata

Un nuovo rapporto di Alzheimer Disease International, scritto dai ricercatori del King College di Londra e dalla London School of Economics and Political Science (LSE), ha scoperto che la stragrande maggioranza delle persone con demenza non hanno ancora una diagnosi e chiede una trasformazione globale dell'assistenza sanitaria.


Esso sostiene, inoltre, che devono essere sviluppate strategie incentrate sulla prevenzione e sulla valutazione dei rischi, e allo stesso tempo riequilibrare le cure primarie non specialiste.

 

Diagnosi e costi

Il rapporto suona l'allarme sul rapido aumento dei casi di demenza in tutto il mondo, le cui proiezioni li fanno triplicare entro il... [Leggi tutto]

I numeri crescenti della demenza allarmano l'Europa

I numeri crescenti della demenza allarmano l'Europa

La Commissione europea e gli Stati membri stanno già intensificando i loro sforzi per affrontare l'ascesa delle forme di demenza, ma sono chiamati a fare di più poiché secondo le stime circa 18,7 milioni di cittadini europei entro il 2050 soffriranno di forme di demenza

Stando all'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) la demenza si sviluppa lentamente ed è causata da varie malattie e lesioni che colpiscono principalmente o secondariamente il cervello, tra cui l'Alzheimer o l’ictus. L'Alzheimer è un tipo di demenza che provoca problemi alla memoria, al pensiero e al comportamento. Generalmente, i sintomi si sviluppano lentamente e peggiorano nel... [Leggi tutto]

Le parole sono importanti quando si parla di Alzheimer

Le parole sono importanti quando si parla di Alzheimer



L'uso di metafore di guerra in riferimento all'Alzheimer dovrebbe essere sostituito da messaggi di resilienza contro questa condizione complessa associata all'età, che potrebbe non essere mai completamente sconfitta, secondo un team di ricercatori.


Inquadrare un problema di salute confrontandolo con la guerra è comune nei media popolari e nella comunità medica e di ricerca.


Anche se può motivare gli sforzi per affrontare il problema, questo tipo di linguaggio e di messaggio può anche creare paura e stigma, trasformando i pazienti in vittime e sottraendo risorse di fondamentale importanza per la prevenzione e la cura, ha detto Daniel R. George, assistente... [Leggi tutto]

A questo ritmo 'è improbabile raggiungere' l'obiettivo di una cura per il 2025

A questo ritmo 'è improbabile raggiungere' l'obiettivo di una cura per il 2025



L'obiettivo di trovare una terapia efficace che modifica il decorso dell'Alzheimer entro il 2025 non sarà raggiunto senza una ristrutturazione del processo di sviluppo dei farmaci, secondo un nuovo rapporto.


La cruda conclusione è che l'obiettivo non sarà raggiunto senza miglioramenti della progettazione della sperimentazione clinica e dei biomarcatori, della creazione di registri di pazienti per migliorare il reclutamento negli esperimenti, di strumenti di valutazione clinica più sensibili e di una revisione regolamentare più veloce.


Il rapporto - redatto da un gruppo di esperti di primo piano nella ricerca di Alzheimer - prende atto che per essere approvate entro il... [Leggi tutto]

Una denuncia franca del trattamento dei pazienti di demenza

Una denuncia franca del trattamento dei pazienti di demenza



Se sei anziano e hai una demenza, allora potresti essere interessato a ciò ha da dire Ita Buttrose sulla tua vita.


L'ambasciatrice di Alzheimer's Australia e personaggio mediatico, Ita ha espresso una valutazione brutalmente sincera della situazione che hanno di fronte gli anziani australiani [ndt: e forse italiani] con demenza.


Ti stai chiedendo cosa ha detto, e di cui le persone stanno parlando? Ebbene, Ita ha detto che gli anziani con demenza in Australia sono "come imbalsamati". "Non c'è altro modo di metterla giù", ha detto.


I suoi commenti sulla Giornata Mondiale di Alzheimer si sono focalizzati sul settore dell'assistenza... [Leggi tutto]

La terapia efficace per l'Alzheimer abbandonata dalla medicina convenzionale dal 1991

La terapia efficace per l'Alzheimer abbandonata dalla medicina convenzionale dal 1991



Oggi negli Stati Uniti una persona over-65 su 9 soffre di Alzheimer. A 85 anni, uno su tre ha la malattia, che porta con sé perdita di memoria, difficoltà a comunicare, confusione, depressione, e lentezza nei movimenti.


La medicina convenzionale sostiene che non c'è alcun modo per impedire, rallentare o curare la morte delle cellule cerebrali causata dall'Alzheimer.


Tuttavia, uno dei trattamenti sperimentati anni fa, tra i più efficaci studiati fino ad oggi, è stato abbandonato dalla scienza convenzionale, nonostante il fatto che i risultati dello studio del 1991 su quel trattamento (che affrontava una causa principale controversa del gonfiore,... [Leggi tutto]

La demenza indotta da farmaci non è Alzheimer

La demenza indotta da farmaci non è Alzheimer



"Più di 50 condizioni possono causare o imitare i sintomi della demenza" e "L'Alzheimer può essere distinto da altre forme di demenza solo all'autopsia", da una pubblicazione della Harvard University.

"I farmaci sono ormai emersi come una delle principali cause di danno mitocondriale, spiegando molti esiti negativi. Sono stati documentati danni ai mitocondri provocati da tutte le classi dei farmaci psicotropi, così come dalle statine, dagli analgesici come il paracetamolo, e da molti altri ... Sappiamo già che il danno ai mitocondri ha un ruolo nella patogenesi di una vasta gamma di disturbi apparentemente non correlati come la schizofrenia, la malattia... [Leggi tutto]

L'obiettivo OMS di ridurre la mortalità prematura può penalizzare la lotta alla demenza

L'obiettivo OMS di ridurre la mortalità prematura può penalizzare la lotta alla demenza

Il concetto di mortalità prematura ha bisogno di essere abbandonato o ridefinito, se non si vuole discriminare le persone anziane, secondo accademici dell'Università di East Anglia e altri esperti in materia di invecchiamento.


Uno dei principali obiettivi sanitari, incluso negli "Obiettivi di Sviluppo Sostenibile" (SDG) delle Nazioni Unite, è ridurre di un terzo le morti premature per malattie non trasmissibili, come cancro, ictus, malattie cardiache e demenza.


Gli obiettivi concordati per il quinquennio 2016-2030 definiscono la mortalità prematura quella che avviene prima dei 69 anni. Tuttavia, gli autori di un articolo pubblicato oggi sul British Medical Journal(BMJ) sostengono che questo obiettivo... [Leggi tutto]

Alla conferenza sull'Alzheimer denunciata la responsabilità dei cibi tossici

Alla conferenza sull'Alzheimer denunciata la responsabilità dei cibi tossici



Come porta per longevità e salute ottimale, il cibo può essere il nostro migliore alleato o la causa diretta di gravi problemi di salute come l'Alzheimer e altre forme di demenza.


Ma, ecco la verità: i problemi degli alimenti tossici non si limitano alle evidenti minacce poste dal cibo spazzatura altamente trasformato. Anche gli alimenti biologici possono essere contaminati con metalli pesanti e altre tossine fonte di stanchezza cronica, perdita di memoria e persino di cancro.


L'industria alimentare a nudo.Mike Adams, direttore di NaturalNews.com e direttore scientifico dei CWC Labs, sottolinea che i consumatori non possono fare affidamento sui... [Leggi tutto]

Il metodo MEND del dr Bredesen: è imperativo approfondirlo e applicarlo

Il metodo MEND del dr Bredesen: è imperativo approfondirlo e applicarlo


L'Alzheimer è una malattia degenerativa del cervello che si pensa interessi attualmente quasi 44 milioni di persone nel mondo.


Nei soli Stati Uniti, più di 5 milioni di persone soffrono della malattia, con la stima che, ai tassi attuali, il numero crescerà a oltre 17 milioni entro il 2050.


Si tratta di una malattia costosa; l'Alzheimer's Association prevede che la malattia avrà un costo per il nostro paese di 236 miliardi di dollari nel 2016.


E tuttavia il costo umano della malattia è incalcolabile. Nonostante gli sforzi di molti, non c'è alcuna cura per la malattia. Allo stato attuale, nessun... [Leggi tutto]

Alzheimer e inquinamento dell'aria: l'allarme suona

Alzheimer e inquinamento dell'aria: l'allarme suona


Sono emerse nuove evidenze che suggeriscono un forte legame tra l'inquinamento atmosferico e l'Alzheimer in studi finanziati da Cure Alzheimer's Fund (CAF) e da altri.


"Questi risultati sottolineano la complessità di questa malattia", dice Tim Armour, Presidente e CEO di CAF, "e sottolineano la necessità di un approccio globale per fermarla".


Anche se i ricercatori di Alzheimer stanno teorizzando da più di una generazione che ambiente e stile di vita hanno un ruolo significativo nello sviluppo del morbo, solo ora stanno capendo il ruolo importante dell'inquinamento.


"Negli ultimi cinque anni", ha detto Caleb Finch PhD, gerontologo della University of Southern... [Leggi tutto]

Alzheimer, cancro: come ne veniamo fuori?

Alzheimer, cancro: come ne veniamo fuori?


L'Alzheimer spaventa le persone, e a buona ragione. Una cosa è perdere la vita, un'altra è perdere la mente. L'incidenza dell'Alzheimer aumenta con l'età, e le persone vivono più a lungo.


Studi recenti dimostrano che molti americani ormai sulla cinquantina vivranno ben oltre gli ottanta. L'Alzheimer diventa particolarmente spaventoso intorno agli ottantacinque anni.


Molti di coloro che si preoccupano di non avere abbastanza soldi per la pensione non sono presi in considerazione nel costo della demenza potenziale. A cosa serve essere in buona salute fisicamente se il cervello non funziona?


I casi di Alzheimer salgono quando le persone hanno il... [Leggi tutto]

Il 'ritmo' dell'Alzheimer

Il 'ritmo' dell'Alzheimer

Difficilmente passa giorno, e men che mai settimana, senza leggere un articolo, magari di copertina, che suggerisce che presto potremo curare l'Alzheimer. Se dovessimo dar retta a quegli articoli, il loro crescente ritmo (al contrario delle ricerche e dei finanziamenti) suggerirebbe che presto risolveremo il problema.


Ma, pubblicità, laboratori e denaro non corrispondono a risultati clinici effettivi. Infatti, il problema non è mai la quantità di risorse, ma dove sono allocate. Se vogliamo curare l'Alzheimer, dobbiamo indirizzare veramente i nostri sforzi intellettuali verso la comprensione dell'Alzheimer.


Fino ad allora, pubblicità, laboratori, e finanziamenti saranno solo un riflesso di un pio... [Leggi tutto]

5 Cause poco conosciute, e quasi dimenticate, di Alzheimer

5 Cause poco conosciute, e quasi dimenticate, di Alzheimer

L'Alzheimer può essere una malattia estremamente debilitante, e milioni di americani ne sono affetti ogni anno. Decenni di ricerche hanno dimostrato che è l'accumulo di proteine ​​tossiche nel cervello (amiloide-beta e tau) a portare al morbo. Una cosa meno chiara sono i fattori che inducono queste proteine ​​ad accumularsi. Studi recenti però hanno cominciato a spiegare il processo, rivelando nuove possibili cause della malattia.

 

1. Farmaci anti-ansia

La classe di farmaci delle benzodiazepine è spesso usata per il trattamento di disturbi come l'ansia e l'insonnia. Essi comprendono farmaci popolari come il lorazepam (Ativan), l'alprazolam (Xanax) e il clonazepam (Klonopin). Vengono... [Leggi tutto]

Una malattia mentale e l'età non dovrebbero far scattare automaticamente la diagnosi di demenza

Una malattia mentale e l'età non dovrebbero far scattare automaticamente la diagnosi di demenza


Cara Carol:
Mio padre ha 88 anni. Pur con momenti di remissione, sta lottando con il disturbo bipolare da quando era giovane.


Papà è stato bene l'anno scorso, ma ora sembra che abbia una ricaduta, così il suo medico sta cercando un nuovo farmaco. Quello che mi preoccupa è che da quando ha iniziato a prenderlo, papà ha sviluppato problemi di rabbia.


Questo, insieme con la sua età, ha portato il medico ad aggiungere l'Alzheimer alla sua diagnosi. Mi rendo conto che all'età di papà la demenza è sempre sospetta, ma questa sembra essere una diagnosi improvvisa visto che è... [Leggi tutto]

Le pressioni del passato sulle donne per lasciare il lavoro sono causa di Alzheimer

Le pressioni del passato sulle donne per lasciare il lavoro sono causa di Alzheimer


Le donne possono avere un rischio maggiore di Alzheimer anche perchè (specialmente nel passato) sono state spinte fuori dal mondo del lavoro, secondo un eminente ricercatore irlandese sulla demenza.


Il «bando del matrimonio» [le restrizioni sui posti di lavoro per le donne sposate], insieme con la pressione storica sulle donne perchè lasciassero il lavoro e si occupassero dei bambini a casa, ha limitato la loro resistenza all'impatto dell'Alzheimer, afferma la dott.ssa Sabina Brennan del Trinity College di Dublino.


Il «bando del matrimonio» ha forzato le donne a dimettersi dal lavoro nel settore pubblico, non appena si sposavano. E' rimasto... [Leggi tutto]

Le possibili cure per la demenza che 'Big Pharma' non vuole che tu conosca

Le possibili cure per la demenza che 'Big Pharma' non vuole che tu conosca

Alimentando il corpo e la mente con combustibile pulito non ci farà soffrire di demenza, a prescindere dall'età.


Ogni giorno gli esseri umani sono esposti a tossine pericolose che il corpo di solito può filtrare mediante organi e sistemi di pulizia e disintossicazione, purchè NON ne sia del tutto sopraffatto, giorno dopo giorno.


La pelle, i polmoni e l'apparato digerente fanno il loro lavoro e aiutano a evitare malattie e disturbi quotidianamente, ma qual è il "punto di rottura", e quando comincia davvero, peggiora e prende il sopravvento la demenza?


La cura non è solo nella prevenzione, ma nel costante... [Leggi tutto]

Importanti ricercatori di Alzheimer chiedono azioni unitarie per sconfiggere la malattia

Importanti ricercatori di Alzheimer chiedono azioni unitarie per sconfiggere la malattia


Per vincere la sfida contro l'Alzheimer e le altre forme di demenza, è necessario uno sforzo concertato e un impegno economico a lungo termine, secondo un nuovo rapporto redatto da ricercatori internazionali di primo piano del settore.


La rivista Lancet Neurology dedica tutto il numero di aprile a una panoramica dettagliata e alle raccomandazioni su come dovrebbe essere organizzata in futuro l'assistenza al paziente di Alzheimer e di altre forme di demenza, così come la ricerca di base e quella clinica.


Il rapporto è stato presentato a un simposio organizzato dal Parlamento europeo a Bruxelles il 15 marzo, durante la Settimana... [Leggi tutto]

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito: